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martedì 7 dicembre 2010

CHE LIBRO LEGGIAMO ADESSO?

Quando noi lettori virtuosi (“mai senza libro!” “Via uno, sotto un altro!”) completiamo la lettura dell’ultimo libro, si pone il problema di sostituirlo: con che cosa? Il lettore previdente ha già da tempo fatto in modo di rifornirsi di materiale: ma, appunto, a chi si è rivolto? Chi ci dà lo spunto per gli acquisti?
Ho notato, chiedendo in giro, che ognuno ha i suoi canali, le sue abitudini. Girando per i programmi tv, (parlo di quelli con velleità culturali o educative, non di venditori di pentole e tappeti - con tutto il rispetto per la categoria - ) li si scopre pieni di “presentazioni” di libri; quasi ogni “bravo presentatore” ha il suo malloppo da tendere verso la telecamera perché si leggano bene titolo ed editore. La ragion d’essere di certi ospiti risiede proprio nell’accompagnare la propria beneamata creatura, il loro figliolo. E’ un vezzo (per alcuni fastidioso, ma bisogna adattarsi) che riguarda anche dischi e film in uscita nelle sale; a occhio e croce, mi pare però che in tv la parte del leone la facciano i libri: ben tollerati dal pubblico, compaiono, per fare un esempio, in “Per un pugno di libri“, (delizioso programma della domenica pomeriggio che consiste proprio in una gara tra scolaresche a chi ne sa di più di letteratura) in cui uno dei due conduttori, Piero Dorflestra un gioco e l’altro presenta e illustra dei libri che lui stesso consiglia); a mala pena sopportati se invece il libro in questione compare improvvisamente sbucando fuori da una giacchetta, facciamo di Bruno Vespa, in una trasmissione che con la letteratura ha ben poco a che fare.
E questa potrebbe essere la prima fonte di informazione.
Altre volte si usano delle tecniche diciamo personali: può essere utile ed istruttivo recuperare un libro uscito e letto (e piaciuto) non molto tempo fa, o viceversa un classico, e lasciarsi suggerire qualche altro titolo dello stesso autore guardando nel risvolto di copertina. Ancora, può essere una persona di cui ci fidiamo (dei suoi gusti, intendo) che ci dà dei buoni consigli. Oppure noi stessi scopriamo che in un romanzo si parla tanto di scacchi, di cui siamo appassionati, oppure che il romanzo è ambientato a Mantova, città in cui abbiamo vissuto per una decina d’anni. Sarà curioso e interessante sentir parlare di luoghi conosciuti. Così, possono essere tanti gli agganci che ci permettono di stare in collegamento con la catena delle produzioni letterarie. Ma non sempre le cose filano lisce, altimenti come si spiega lo scatolone in quell’angolo pieno di libri usati pronti per la spazzatura? Appunto perché non sempre le cose filano lisce: non sempre uno scrittore, dopo aver spopolato con la prima uscita, riesce a mantenere un alto livello nei libri successivi: in poche parole si rivela un bluff e “chissà chi gliel’ha scritto il primo”, vien da chiedersi.
Ma, se è già un lavoraccio districarsi tra questi sbarbatelli senza arte né parte (intendiamoci, succede lo stesso anche con scrittori di chiara fama), è davvero un dramma quando abbiamo a che fare con le nostre incertezze e incontentabilità, con le nostre idiosincrasie. Capita spesso di non aver ben chiari quali sono i nostri interessi: insistiamo a leggere gialli finché ci accorgiamo che non ci interessa più come genere, ha ormai fatto il suo tempo. Possono poi capitare le antipatie di cui non vediamo la causa: Succede ancora più spesso che, dopo aver letto un libro magnifico, o comunque pienamente soddisfacente, non si riesca più a trovare materiale dello stesso livello. In poche parole, tutti i libri del mondo ci sembrano delle schifezze. Abbiamo un bel cercare, la nostalgia per quello peserà per un bel po’ come un macigno. Se siamo degli incontentabili, nulla e nessuno ci può venire in aiuto; abbiamo la possibilità di tentare di restare in famiglia e vedere come si mette; possiamo cioè sperare che un libro dello stesso autore faccia la sua figura come il fratello, ed infatti è lì che ci buttiamo, ma a volte non funziona. Cerchiamo allora di capire che cosa non va, perché tutti elogiano questo libro e noi non riusciamo ad andare oltre le prime otto pagine. Che cos’aveva di tanto bello quell’altro? Faceva delle descrizioni mozzafiato, questo qui fa pena, si dilunga a parlare dei quadrettini dell’abitino, una cosa insulsa. i personaggi erano rappresentati a tutto tondo, questi sembrano delle inverosimili marionette. Le parole poi, il lessico! Ad un tempo semplice e raffinato, di modo che la scrittura balzava in primo piano, come dev’essere: la trama può essere avvincente, può incuriosire ed interessare, ma è la scrittura che ci accompagna riga per riga.
Insomma, delusioni ne incontriamo tutti prima o poi; è impossibile che ogni libro che prendiamo in mano risponda pienamente alle aspettative, a meno che il lettore non sia un po' ipocritico (vale a dire di bocca buona) ed a un libro non chieda poco più che un po' di compagnia. Come ad un gatto.
E voi? Quali sono i vostri generi letterari preferiti? E come scegliete le vostre letture?

3 commenti:

  1. IO NO FACCIO INCANTARE DALLE PRESENTAZIONI IN TV. DOPO TANTI ANNI HO AUTORI E ARGOMENTI PREFERITI. BASTA SOLO UN PO' DI ATTENZIONE. PER ES. E' APPENA USCITO IL ROMANZO DI ANDREA VITALI "IL MECCANICO LANDRU", CORRO AD ACQUISTARLO.

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  2. Io, da parte mia, mi scuso per la risposta tarda (non mi ero accorta del commento): tu però, da parte tua, non mi rispondi affatto, a ben vedere! Avevo chiesto che criteri seguite per leggere un libro invece di un altro: consigli di qualcuno, conoscenza dell'autore, ecc. Per esempio, quello che tu citi e che sarai ormai già corso a comprare, io non l'ho mai sentito: il suo autore è famoso?

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  3. SI FRANCESCA, E' FAMOSO, IO HO COMPRATO E LETTO TUTTI I SUOI LIBRI, TRAENDONE NOTEVOLE GODIMENTO PRIMA PER LA NOVITA' DEGLI ARGOMENTI (TUTTI VOLTI AL PASSATO) POI PER LA LOCALIZZAZIONE DEGLI EVENTI (BELLANO, UN PAESE SUL LAGO DI COMO DOVE L'A. E' NATO E FA IL MEDICO DI BASE), POI LA MINUZIOSA RICERCA (NEL LIBRI PARROCCHIALI) DEI NOMI PROPRI DI PERSONA CHE ATTRIBUISCE AI PROTAGONISTI. PER FINIRE LE VICENDE, ISPIRATE ALLA TRADIZIONE LOCALE OLTRE UNA NOTEVOLE DOSE DI FANTASIA NARRATIVA, TIPO QUELLA DI ANDREA CAMILLERI. PROVARE PER CREDERE!

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